Valle d'Aosta è natura

Qui la natura domina incontrastata: nella catena montuosa valdostana è facile riconoscere il profilo di quattro vette ben note agli alpinisti: il Monte Bianco (4.810 m), con il suo “dente del gigante” ; il Monte Cervino (4.478 m), dalla caratteristica forma piramidale; il Monte Rosa (4.634 m), seconda montagna delle Alpi per altezza; e il Gran Paradiso (4.061 m), unico “4.000” interamente compreso in territorio italiano.
In una regione dove metà del territorio è al di sopra dei 1700 metri, i valdostani hanno dovuto fare i conti con una natura maestosa, affascinante e selvaggia, ed hanno imparato ad amarla.

Contemplando le imponenti vette, i grandiosi ghiacciai, le magnifiche foreste e le indomabili cascate, hanno capito di possedere un patrimonio naturale unico ed eccezionale e hanno deciso di proteggerlo e valorizzarlo. Sono nati così il Parco nazionale Gran Paradiso e il Parco regionale Mont Avic. Il Gran Paradiso è il primo tra i parchi italiani. Quando il Re Vittorio Emanuele II dichiarò queste montagne riserva di caccia, salvò dall’estinzione lo stambecco e legò inscindibilmente il Parco a questo animale.
Oggi, oltre agli stambecchi, i turisti che lo visitano possono ammirare molte specie alpine tra cui camosci, aquile e, con un po’ di fortuna anche il gipeto e la lince. Il Mont Avic confina con il Parco Nazionale del Gran Paradiso ed è stato dichiarato Sito di Importanza Comunitaria e Zona di Protezione Speciale. E’ caratterizzato da un’orografia accidentata, con paesaggi suggestivi e ambienti sfuggiti alla mano dell’uomo, con oltre trenta specchi d’acqua e la più vasta foresta di pino uncinato della Valle.

Accanto ai parchi, le riserve naturali ed i siti della rete ecologica Natura 2000 permettono di tutelare biotopi di elevato valore naturalistico, dalla fioritura spettacolare e di notevole bellezza e rarità.
In Valle d'Aosta sono presenti anche quattro giardini botanici alpini, testimonianza della sensibilità e dell'impegno della Regione Autonoma Valle d'Aosta nella salvaguardia del patrimonio naturale e, in particolare, nella tutela del patrimonio floristico.
Si tratta di Chanousia, al Colle del Piccolo San Bernardo, di Saussurea al Pavillon del Monte Bianco, di Paradisia a Cogne e di Castel Savoia a Gressoney-Saint-Jean.
Possiamo anche ammirare gli ecosistemi valdostani in versione … indoor. Parliamo di musei e di infrastrutture chiuse e attrezzate in cui è possibile avvicinare gli habitat ecologici della Valle d’Aosta, interagendo con “vetrine di natura” appositamente allestite. Tra questi il Museo di Scienze naturali nel castello di Saint Pierre e il Museo della Fauna Beck Peccoz di Gressoney.


Lasciando respirare la fantasia e rivolgendoci al cielo notturno, un’altra speciale struttura propone nuove suggestioni: l’Osservatorio Astronomico regionale di Saint-Barthélemy, struttura ultimata nel 2003, assurta a dignità scientifica internazionale. Nello stesso anno il comitato promotore ha organizzato il primo “Star Party”, vero e proprio festival dell’astronomia e meeting d’astrofili, che si rinnova, ogni anno, a fine settembre.


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